giovedì, 12 novembre 2009
Atti di teppismo con bomba carta alla sede del Partito Radicale.

Attentato rivendicato da un'organizzazione fascista.

"E' stata un'azione pacifica", pare abbia detto il rappresentante dell'organizzazione.

Spediteli in Afghanistan a calci. E' un paese pacifico.
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mercoledì, 11 novembre 2009
Chiunque voglia informarsi sul tizio che mi presta il volto, Murray Newton Rothbard, non ha che andare sul sitotitolo. del più grande esperto italiano in materia, il prof. Vernaglione, autore di due libri sul libertarismo (Libertarismo e Paleolibertarismo, Rubbettino Ed.), dove si può trovare di tutto, in inglese o in italiano. L'ultima novità è la traduzione in italiano del saggio di cui al
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categoria:libertarismo
lunedì, 09 novembre 2009
Nel post precedente facevo notare come un mio lungo ragionamento non fosse sufficientemente lungo. Infatti supponevo che l'economia possa essere costretta ad una dinamica di non-equilibrio non sostenibile e mostrare crescita dell'output maggiore di quella potenziale per periodi di tempo di diversi anni, possibilmente due decenni. Poi supponevo che la politica monetaria avesse qualcosa a che fare con questo problema. Oggi parlerò della prima cosa.

Che una dinamica di crescita superiore al sostenibile che duri anni e anni non possa accadere in un modello di crescita di equilibrio generale alla Solow è evidente: il capitale una grandezza omogenea che si accumula risparmiando e decumula ad un certo ritmo, e quindi la produzione è un problema banale.

Affinché la storia austriaca del ciclo economico possa avere senso è necessario che:

1. L'economia possa stare nel breve-medio termine al di fuori dell'equilibrio;
2. Consumi e investimenti possano crescere assieme nel breve-medio termine.

Il punto (2) si chiama "problema del comovimento", ed è una critica alla teoria austriaca che si basa sull'idea che un boom, essendo nato dal furto di potere d'acquisto a favore dei produttori e a danno dei consumatori per via dell'iniezione creditizia, debba corrispondere ad una diminuzione del consumo, cosa così lontana dalla realtà da poter confutare una tale interpretazione della teoria.

Ci sono vari motivi per cui si può avere, nel breve-medio termine, questo fenomeno, e alcuni sono tipicamente austriaci e altri no.

A. Produzione inefficientemente bassa
B. Crescita economica sostenibile
C. Crescita economica finanziata da assunzione maggiore ma efficiente di rischio
E. Crescita economica finanziata da consumo di capitale
E. Crescita economica finanziata da espansione non sostenibile della struttura del capitale
F. Crescita economica finananziata da accumulazione non sostenibile di debito
G. Crescita economica finanziata da assunzione inefficientemente maggiore di rischio

(A) è la tipica posizione keynesiana: la capacità produttiva inutilizzata è uno spreco di risorse ed è possibile aumentare la produzione a costo zero stimolando la domanda aggregata. In questo caso il comovimento si ha perché consumi e investimenti (la cui somma è pari alla produzione) erano inefficientemente bassi e possono crescere contemporaneamente senza pestarsi i piedi a vicenda.

(B) è la tipica posizione neoclassica: la struttura economica è sostenibile altrimenti non varrebbero le aspettative razionali. Se consumi e investimenti salgono assieme è perché la frontiera delle possibilità produttive si espande. Il comovimento nasce dalla crescita economica.

(C) è un fenomeno ipotizzato da Tyler Cowen in "Risk and business cycles", in cui si possono scegliere rendimenti bassi e sicuri oppure alti e rischiosi e la scelta dei due non implica alcuna inefficienza. La politica monetaria influenza la scelta, spostando gli investimenti verso rischi maggiori, ma con benefici in termini di crescita. Tutto sommato questa posizione è pienamente neoclassica.

(D) è una tipica posizione austriaca: è possibile trascurare di finanziare il mantenimento di beni capitali durevoli per diversi anni, e spostare risorse verso la produzione maggiore di beni di consumo nel breve-medio termine, di fatto espandendo la frontiera delle possibilità produttive in maniera non sostenibile, finché i beni capitali durevoli trascurati non fungeranno da collo di bottiglia per la produzione.

(E) è una tipica posizione austriaca: è possibile che durante il boom si raggiunga un livello di investimento tale da non essere sostenibile perché richiederà in futuro un livello di risparmi superiore a quello che sarà veramente disponibile. Inizialmente questi investimenti possono creare boom, facendo iniziare nuovi piani produttivi, introducendo nuove tecnologie, impiegando beni capitali submarginali.

(F) è un'estensione della posizione austriaca: è possibile ovviamente crescere se si hanno a disposizione risparmi, ma questa crescita potrebbe essere sostenibile in quanto basata su risparmi reali. Ma cosa succede se la struttura creditizia sottostante è intrinsecamente insostenibile per motivi finanziari? Questo è quello che è successo agli USA quando hanno cominciato a chiedere prestiti a tutto il resto del mondo.

(G) è un'estensione della posizione austriaca: la politica monetaria può influenzare l'assunzione di rischio assicurando gli investitori dalle conseguenze dei propri errori, e quindi può creare un percorso di crescita dell'economia che è inefficientemente instabile, ma che può inizialmente portare ad una crescita superiore al ritmo sostenibile aumentando l'assunzione di rischio in ogni sua forma.

Non sono sicuro che (D) e (E) non siano praticamente equivalenti, mentre è abbastanza evidente che (F) è un caso particolare di (G). I punti (D-G) mostrano come, se la teoria austriaca ha problemi, questi non sembrano derivare dalla teoria del capitale, che è in grado di giustificare gran parte degli "stylized facts" dei cicli economici.

(D-E) possono giustificare un comovimento inefficiente tra consumo e investimento soltanto nel breve-medio termine: nel lungo termine i colli di bottiglia stringono. (F-G) invece possono allungare un boom un altro po', a patto di creare speculazione finanziaria insostenibile. Vi ricorda qualcosa? Negli anni '90 l'economia cresceva realmente, poi è cresciuta, nel XXI secolo, in maniera puramente speculativa. Idem per gli anni '20, in cui ci fu crescita fino al '27 e speculazione fino al '29 (se la Fed avesse continuato, la cosa sarebbe durata per ancora qualche anno).

E' indubbio, inoltre, che un boom lungo debba necessariamente avere una base reale (neoclassica), e cioè basarsi su (B). Infatti (D-G) smettono di operare quando si formano colli di bottiglia, o appena un evento negativo colpisce la struttura finanziaria. Il punto è che (B) può coesistere con (D-G), nascondendone i sintomi e prolungando il boom insostenibile. Ma questa è un'altra storia.
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categoria:economia, economia austriaca
lunedì, 09 novembre 2009
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domenica, 08 novembre 2009
L'autismo e il solipsismo avanzano e oggi commento un mio commento. O meglio, prometto che lo commenterò, sviluppando alcuni assunti.

Qualche giorno fa ho scritto da Lakeside Capital:

L’output gap è misurato facendo una media dei tassi di crescita. La media è fatta a frequenze del ciclo (5-6 anni?), mentre l’iperestensione economica USA dura perlomeno dalla metà degli anni ‘80, da quando cioè la Fed ha cominciato a fungere da assicurazione per il settore bancario e finanziario.

Quindi le stime di potential output sono errate perché si basano su una traiettoria economica non sostenibile, finanziata da distorsioni strutturali come l’eccesso di rischio, l’eccesso di indebitamento e la canalizzazione di risorse verso settori economicamente non veramente remunerativi (immobiliario, bancario, finanziario, automotive).

Impossibile quindi capire le componenti reali e quelle distorsive delle dinamiche macroeconomiche degli ultimi due decenni, e quindi impossibile capire il path “sostenibile” che potrebbe essere intrapreso. Impossibile, e comunque inutile: le autorità economiche stanno facendo di tutto per perpetuare il path insostenibile, con l’unica differenza che non sembra ci stiano riuscendo, dopo vent’anni di relativa efficacia delle politiche anticicliche (anche se la jobless recovery di inizio secolo doveva far capire che i pasti gratis – si fa per dire – di Greenspan erano arrivati alla frutta).

Se facciamo l’ipotesi che ora si torni verso percorsi di equilibrio, cosa assolutamente falsa:
  • La disoccupazione aumenterà nel breve termine per il panico e nel medio per la ricollocazione strutturale. Nel lungo termine non succede nulla perché la disoccupazione di equilibrio è dovuta alle normali dinamiche di search/match e non all’aggiustamento improvviso di strutture insostenibili.*
  • L’output potenziale è preso tra due forze opposte: da un lato la politica monetaria stimola investimenti e finché dura quindi stimola la crescita; dall’altro riduce l’efficienza del sistema economico spingendo gli agenti a considerare i costi sociali e i benefici privati fino a minare la struttura economica sottostante.
Siccome pare che la crescita dell’ultimo decennio sia stata solo immobiliare e finanziaria, direi che la prima forza è diventata irrilevante rispetto alla seconda. Con l’attuale mole di interventi sarà sempre peggio, vista la sistematica irresponsabilizzazione degli agenti, la socializzazione dei costi, la distruzione della coordinazione di mercato.

Quindi: output potenziale giù (come tassi di crescita se non in senso assoluto) nel breve, nel medio e, se si continua con queste politiche, forse anche nel lungo termine.

Comunque, rigetto interpretazioni EMHiste dei mercati finanziari: la gente faceva equity extraction sulla casa e pensava di poter non risparmiare e di indebitarsi ad libitum perché il mercato era impazzito, non perché lo sviluppo della finanza aveva aperto nuovi paradisi di efficienza.

Il ragionamento di cui sopra si basa su una serie di presupposti:
  • Una dinamica molto complessa del legame tra consumo, investimento, indebitamento e output nelle varie fasi del ciclo;
  • Un'idea inefficientista dei mercati finanziari, che oltre a fare il loro dovere sono anche oggetto di forze distorsive sistematiche che spingono verso un'allocazione economica erronea e una struttura economica-finanziaria instabile e tendente all'inversione (recessione).
Credo che questi due punti non siano chiari perché sono troppo complessi per un commento. Quindi spero di scriverci sopra qualcosa.

* A meno che non si ferma la ristrutturazione economica sine die, come negli anni '30 o in Giappone negli anni '90.
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categoria:economia, economia austriaca
sabato, 07 novembre 2009
Il sito Usemlab sta pubblicando le trascrizioni in italiano dei corsi di De Soto a Madrid. Non le ho ancora lette ma mi sembrano molto chiare e trattano alcuni temi fondamentali relativamente semplici ma importanti.

Lezione I

Lezione II

Lezione III

Lezione IV

Lezione V

Lezione VI

Lezione VII
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venerdì, 06 novembre 2009
Libertyfirst è su Facebook! Non so a che serve, ma befriendate Pietro Di Giorgio!
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venerdì, 06 novembre 2009
Martedì ci sarà il primo incontro del Seminario Austriaco di Roma. Si ringrazia l'Istituto Bruno Leoni, il Mises Institute e Rubbettino Editore per il supporto. Quest'anno si parlerà di Hayek
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mercoledì, 04 novembre 2009
Per l'ennesima volta pare che IHC sia stato hackerato.

Chi ci capisce qualcosa?

CHIEDO AIUTO

CLICCANDO SU “CLICCA QUI PER OPZIONI AVANZATE” VENGO DIRETTO ALLA PAGINA http://www.ideashaveconsequences.org/#
CHE CHIARAMENTE NON E’ NULLA, QUINDI NON POSSO POSTARE.

SE QUALCUNO ESPERTO DI INFORMATICA PUO’ AIUTARMI HA UNA CENA PAGATA.

Qui.
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mercoledì, 04 novembre 2009
"Non potendo innalzare la politica economica ai livelli dell'economia politica, si decise di abbassare la seconda al livello della prima."

Io, stamattina, leggendo "Prices and Production".
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